Associazioni

QVQC Quali Velocità Quale Città

QVQC, acronimo di "Quali velocità, Quale città", si fonda sul giudizio condiviso che le trasformazioni già in atto in Europa e nelle maggiori città del nostro Paese sono in larga misura l'effetto dell'attuazione delle politiche UE per la mobilità e per il trasporto integrato, di cui le TEN-T e la rete ferroviaria ne costituiscono il fattore trainante.

Il fine di QVQC è quello, partendo dal territorio che l'alta velocità attraversa, di ricostruire in un quadro conoscitivo d'insieme, con le necessarie integrazioni - tra la pianificazione di settore (trasporti) e le programmazioni economiche, nazionali, interregionali, regionali - le trasformazioni che interessano sia i singoli Nodi che le principali Aree Metropolitane del nostro Paese.

Il progetto partì nel 2008 con la sottoscrizione del I° Protocollo di Intenti, della durata di 3 anni (2008-2012), che vide la sottoscrizione di 42 firmatari. Nel 2012 ci fu la sottoscrizione del II° Protocollo di Intenti (2012-2015) e il 13 luglio 2015 la sottoscrizione del III° Protocollo di Intenti per il triennio 2015-2018. Più di 50 i firmatari che hanno aderito: numerosi soggetti istituzionali, enti territoriali ed imprese, tra cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, FS Italiane, ANAS, ANCE, ANCI, ENAC, Istituzioni Universitarie ed Enti di ricerca Universitaria (CERTeT e circa quindici Università), Fondazioni Culturali (Fondazione Morra, Fondazione Ugo La Malfa), Associazioni e Ordini Professionali (CIFI, ANA, CNAPPC).

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Modulistica

AUDIS

Il processo di decentramento e ristrutturazione del sistema produttivo, la crisi di alcuni settori industriali, la perdita di funzioni di vaste aree urbanizzate ha reso disponibili interi settori urbani la cui riconversione consentirebbe alle città di dotarsi delle strutture necessarie per conseguire nuovi livelli di qualità urbana.  Da tempo si dibatte sul possibile futuro di queste "aree dismesse", sulle loro potenzialità, sull'ineguagliabile occasione che rappresentano per il rilancio e l'acquisizione da parte delle comunità di zone divenute strategiche a seguito dell'espansione delle città.Solo negli ultimi anni, anche con l'attivazione di nuove procedure urbanistiche ed economiche, si sono avviati concreti processi di trasformazione. In molti casi la pianificazione urbanistica è già conclusa, e si sta affrontando la fase esecutiva della riconversione.  

AUDIS - Associazione delle Aree Urbane Dismesse - è nata nel Luglio 1995 proprio dall'esigenza di dare impulso operativo al dibattito per fare emergere i punti critici delle trasformazioni che richiedono da parte degli Amministratori pubblici e degli Operatori, storicamente contrapposti, una comune strategia. L'auspicio è che AUDIS, quale punto di riferimento per il dialogo ed il confronto tra i diversi soggetti coinvolti nel recupero delle aree dismesse, possa contribuire a generare negli operatori, sia pubblici che privati, una nuova consapevolezza e capacità di intervento a beneficio dello sviluppo e rilancio delle città e delle forze economiche e sociali che in essa operano.

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